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Causa di servizio e pensione privilegiata

Causa di servizio: il Consiglio di Stato rimette la questione all’Adunanza Plenaria

Il Consiglio di Stato porta all’Adunanza Plenaria la causa di servizio per uniformare le decisioni e tutelare i militari esposti a rischio.

Antonio Meligeni 1 min di lettura

Il Consiglio di Stato, con una decisione emessa ieri su un ricorso dell’Avvocato Andrea Bava, ha scelto di rimandare all’Adunanza Plenaria la questione del riconoscimento della causa di servizio, per porre fine alla “lotteria giudiziaria” che da anni caratterizza l’ambito amministrativo.

Ad oggi, infatti, casi identici vengono decisi in modo opposto a seconda della Sezione del TAR o del Consiglio di Stato cui vengono assegnati:
👉 alcuni giudici continuano a pretendere la prova rigorosa del nesso causale, spesso definita “prova diabolica”;
👉 altri, seguendo un orientamento più moderno, riconoscono una presunzione a favore del personale esposto in teatri operativi esteri, poligoni di tiro o ambienti a rischio.

Il Consiglio di Stato ha inoltre evidenziato la necessità di valorizzare l’art. 603 del Codice dell’Ordinamento Militare, già interpretato dalla Cassazione come norma che contiene una presunzione di nesso causale per le vittime del dovere — estensibile anche alla causa di servizio.

Si tratta di un passaggio cruciale: una decisione univoca della Plenaria potrebbe finalmente superare anni di contraddizioni, offrendo una tutela coerente e più favorevole ai militari che hanno contratto patologie in contesti operativi o addestrativi a rischio.

A cura dell’Avv. Andrea Bava –

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