Causa di servizio: cosa sta cambiando davvero?
La decisione del Consiglio di Stato agevola il riconoscimento della causa di servizio, presumendo il nesso per chi ha operato in teatro operativo e ambienti a rischio
🟦 Le recenti decisioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato hanno segnato un punto di svolta nel riconoscimento delle patologie legate a uranio impoverito, nanoparticelle, poligoni contaminati e missioni all’estero.
Il principio affermato è chiaro: quando il militare ha operato in ambienti oggettivamente a rischio, il nesso causale è presunto. Non è più richiesta una prova scientifica assoluta – spesso impossibile da fornire.
➡️ È l’amministrazione che deve dimostrare l’assenza di collegamento tra servizio e malattia.
Questa innovazione apre tre scenari importanti:
- possibilità concrete di ottenere il riconoscimento della causa di servizio e dei benefici economici connessi;
- riapertura di pratiche respinte negli anni passati;
- maggiore tutela per chi ha servito in missioni operative o attività addestrative ad elevata esposizione.
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